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Cuna nasce da una intuizione brillante nel 2001,

Quando Federico Staderini intravede con spirito avventuroso la possibilità di produrre Pinot Nero nell'estremità nord-orientale della Toscana.

In alto, su questa collina dell'Appennino in Casentino, in una valle protetta da abeti e circondata da cime che raggiungono i 1700 metri si danno condizioni particolarmente vocate al Pinot Noir.

 

In prima battuta i suoli. Solitamente in tutto l’appennino per conformazione geologica i suoli sono costituiti soprattutto da rocce sedimentarie invece in Casentino in una forma molto rara è presente una alta percentuale di argilla e del calcare, condizioni specifiche proprie dei migliori cru.

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L’altro punto di forza è il clima e i regimi termici, infatti ad una altitudine di piantazione media intorno ai 500 mt.

Sul livello del mare grazie a questa cortina di monti si assiste ad un severo fenomeno di inversione termica tra le temperature diurne e quelle notturne con un gradiente, una differenza che oscilla tra i 12 e 15 gradi. Questo refrigerio notturno giova in modo particolare le uve nei mesi della maturazione.


Si può parlare di una vera e propria nicchia ecologica, circondata dagli 11.000 ettari della millenaria foresta di Camaldoli (parco nazionale), un enorme polmone verde, con condizioni quasi alpine, molto diverse da tutte le altre zone vinicole toscane.

L'obiettivo principale di Federico è stato quello di produrre un vino autorevole - attraverso il pinot nero - e di valorizzare questo ambiente molto particolare in un armonioso matrimonio tra il Pinot Noir e il territorio.​

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Naturalmente l'opportunità di lavorare a Ornellaia proprio è all'origine di questo vino (dal 1985 al 1991) - come primo incarico - ha influenzato in modo significativo l'approccio di Federico alla vite come pianta e al suo intero stile di vinificazione.

 

Lavorare duramente e a stretto contatto con Andrè Tchelistcheff, decano dei viticoltori californiani e enologo consulente di Ornellaia ha insegnato a Federico che:

Vengono dunque piantati 4,5 ettari di vigneto dal 2001 fino al 2003, poi coltivati con cura nel profondo rispetto dell'agricoltura biologica e con ispirazioni biodinamiche.

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La densità di piantazione  è elevatissima (10.500 viti/Ha) molto simile alle densità della Borgogna e piantata con una selezione massale chiamata “Petit Petit Fin”, scelta per produrre circa 300 g di uva/vite (7-8 viti/bottiglia).

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Questa piccola quantità di uva garantisce un'elevata espressività e concentrazione nell'uva e quindi nel vino. 44.000 viti che producono solo 8000 bottiglie.

 

Una vocazione aziendale esplicita all’ artigianato alto e alla ricerca si esprime distintamente nella scelta del pinot noir, dell’abrostine ed in una miriade di altri dettagli e manualità, oltre alla certificazione bio.

1.

Creare solide basi nella formazione del vigneto ripaga sempre chi punta all'eccellenza.

2.

Il tempo e la pazienza sono elementi chiave per chi progetta vini longevi in termini di durata di conservazione.

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3.

L'accuratezza in tutti i piccoli dettagli, senza prestare troppa attenzione al rapporto costi/benefici, è fondamentale per ottenere vini di qualità e di lunga durata.

4.

Puntare su vigneti a bassa resa è un prerequisito per superare ogni anno annate difficili e cercare sempre l'eccellenza.

Con questo solido background e un bagaglio di strumenti orientati alla qualità, Federico ha intrapreso un percorso di puro lavoro artigianale in cui le viti producono autonomamente 300 g di uva per ceppo, dove una severa selezione in campo di ogni grappolo accompagna solo i migliori acini in cantina, la diraspatura viene effettuata manualmente e la fermentazione è consentita solo in piccoli fermentini di legno aperti da 500/700 litri.

Giulio, la seconda generazione di Cuna, cresciuta tra questi filari, dopo aver studiato Filosofia a Firenze per due anni, ha iniziato ad affiancare Federico nella primavera del 2020.


Dopo l'estate del 2023, sentendo il bisogno di gettare solide basi scientifiche e mirando ad un apprendimento interiore della viticoltura come ragione di vita, è partito per la Borgogna dove ha studiato Enologia all'Università di Digione mentre lavorava giorno e notte al Domaine Confuron - Cotetidot, insieme a Monsieur Yves Confuron, maestro assoluto della fermentazione a grappolo intero.

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Lo spirito e l'ispirazione che animano questo progetto attraverso le decadi sono quelli di seguire con la massima attenzione e la massima cura possibile ogni singolo momento dell'intero processo. Essere così vicini alla natura, conoscere in modo intimo ogni singola pianta nel corso degli anni, è una benedizione molto speciale, che ci permette di perseverare in questo viaggio di produzione vinicola, con grande determinazione e un forte desiderio di identità. All'interno di questo approccio artigianale esigente e severo, vogliamo davvero produrre non solo vini buoni, ma vini brillanti, vivaci e in grado di sfidare con coraggio i decenni a venire.

Da un punto di vista tecnico, la vendemmia si svolge solitamente nell'arco di un mese, dalla seconda metà di settembre alla seconda metà di ottobre.

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Piccole quantità vengono raccolte settimanalmente per portare in cantina diverse sfumature e colori (in senso organolettico), aprendo alla complessità della tavolozza finale. Le vendemmie precoci e giovani sono ricche di acidità, fattori importanti che contribuiscono alla tensione e alla freschezza, con aromi molto delicati.

 

Passando alle prime settimane autunnali di ottobre, la giovinezza viene meno e, una volta raggiunta una buona maturità fenolica- fattore chiave nell’espressione della territorialità, l'uva e il succo acquisiscono una profondità completamente diversa e l'espressione è ancora più materica e vivace.

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L'uva viene trattata con la massima attenzione e delicatezza, la diraspatura viene effettuata a mano e non a macchina per conservare il più possibile l'integrità dell'acino. Abbiamo progressivamente aumentato la percentuale di fermentazione a grappolo intero e alla fine della vendemmia e delle ultime partite quasi il 100% delle uve è versato direttamente nei tonneaux di fermentazione e nelle vasche tronco-coniche di castagno, senza diraspatura.

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L'affinamento dura 20 mesi in barriques vecchie da 228 litri ed altri 24 mesi in bottiglia.

Federico e Giulio Staderini
Viticoltori Privati
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